giovedì 9 maggio 2013

Dall'Albania all'Italia, Luan racconta in classe la sua storia

Luan Hallulli è venuto a trovarci a scuola durante una lezione del corso di intercultura. Il racconto della sua vita rappresenta una storia unica, come quella di tante persone che hanno affrontato la stessa esperienza.

Luan è nato nel 1978 da un'umile famiglia di contadini in un piccolo villaggio dell'Albania chiamato Bago. Ci ha detto che è così piccolo da non superare i 400 abitanti. Per arrivare all’ospedale bisognava percorrere diversi chilometri, così Luan venne al mondo su una delle spiagge vicine.

All'epoca, in Albania, c’erano il comunismo e la dittatura di Enver Hoxha, un uomo davvero crudele. Quando Luan compì 7 anni, il padre regalò alla famiglia la prima televisione. Nessuno poteva, però, guardare programmi di altre nazioni - se non di notte - perché era vietato.

Da lui la scuola era molto rigida: alla prima ora si faceva ginnastica, chi non vestiva in maniera pulita e ordinata tornava a casa. Si festeggiava per una mezz'oretta solamente durante l'ultimo giorno in classe. A 14 anni, a luglio del 1992, il ragazzo decise di venire in Italia per cercare una vita migliore. Si imbarcò su un gommone con altre trenta persone. In quel momento capì che il mare si conosce davvero solamente dopo averlo attraversato.

Sbarcò ad Otranto e poi raggiunse Bari, Pescara, Popoli. Approdò anche al Nord, a Torino e a Casale Monferrato, ma senza trovare lavoro a causa della sua giovanissima età. In seguito e per cinque anni - dal 1992 al 1997 - è stato in un mulino di Altamura (Bari) e ha svolto altri lavoretti nella città pugliese. Poi ha raggiunto Pratola Peligna (L'Aquila). Le uniche parole che sapeva pronunciare al suo arrivo in Italia erano ciao, buongiorno, grazie.

Luan - ora sposato e con due figlie - ci ha detto che ama tutto di Pratola, dove attualmente vive. Anche se musulmano, è molto devoto alla nostra protettrice, la Madonna della Libera, tanto che, in Albania, ne ha sistemato un’immagine all'ingresso dell'abitazione.

Si trova bene qui e, anche se la sua madrepatria è l'Albania, non lascerebbe l'Abruzzo per nulla al mondo. Noi lo ringraziamo per aver risposto alle nostre domande, rilasciandoci la sua testimonianza.

Sandro Trubiani
Lorenzo Ferrera
Giada Ferrera
Lucia Di Cioccio
Eleonora Critelli
Alesia Hoxha
 


 

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